Le cinque regole per una newsletter efficace

La newsletter rimane attualmente uno degli strumenti più efficaci nel digital marketing. Sicuramente, l’email marketing rientra in una di quelle scelte che diverse figure prendono in considerazione per coinvolgere il proprio pubblico, siano essi brand o professionisti.

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Quando parliamo di newsletter, infatti, diverse figure professionali possono avvalersene per creare una linea diretta con i propri sostenitori: giornalisti, content creator appunto, ma anche designer, blogger, canali ufficiali di brand, e ovviamente anche influencer e perché no illustratori, creativi e scrittori.

Ma non è questo l’unico motivo per cui una figura decide di ideare delle campagne di email marketing: tra i fattori che migliorano il posizionamento sui motori di ricerca di un sito, di una pagina web o di un blog post, infatti, c’è proprio il numero di visite. Per questo, con la newsletter si possono inviare dei link alle pagine del sito per garantirsi delle visite sicure e incrementare il traffico del proprio sito web migliorandone il posizionamento sui motori di ricerca.

Soprattutto per chi gestisce un e-commerce, la newsletter è un ottimo canale per promuovere i propri prodotti e offerte. Puoi comunicare direttamente con i tuoi clienti usando uno strumento, la posta elettronica, che viene controllato quotidianamente dalla maggior parte delle persone.

Che siano prodotti, contenuti o consigli di qualsiasi tipo, ciò che ricevono le persone dovrà essere un modo per raccontarsi e rendere piacevole ciò che abbiamo da dire. Un vero e proprio coinvolgimento personale che dia un valore aggiunto.

Ma torniamo a noi: a proposito dell’email marketing e delle newsletter, abbiamo pensato di stilare una lista di cinque consigli fondamentali per creare una newsletter efficace, unica e differente rispetto ai contenuti proposti sul mercato e dai vari professionisti del settore.

Newsletter efficace: le cinque regole da seguire per essere unici e di valore

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Numero 1: Crea dei contenuti brevi, efficaci e che possano essere un valore aggiunto

La quantità, a volte, è importante tanto quanto la qualità. Molti dicono di più, ma è un parere alquanto discutibile. Giusto dire, però, che le persone stanno molto attente a quanto un testo sia lungo e soprattutto a quanta attenzione dovranno dedicarci.

Spesso, infatti, chi riceve la nostra newsletter non ha tempo e voglia di leggere intere pagine di contenuti: avremo perciò a disposizione pochi secondi per colpire il lettore e spingerlo ad approfondire una notizia.

Per questo motivo, è fondamentale creare post brevi e accattivanti, che colpiscano e portino l’utente a commettere la fatidica azione, che può essere il click al sito, all’e-commerce, al profilo Instagram ecc. La struttura più efficace è quella della preview: immagine, titolo, sommario e collegamento ipertestuale alla pagina di riferimento del sito web.

Numero 2: Usa una struttura grafica di qualità, chiara e coincisa

E’ fondamentale che l’iscritto comprenda subito l’argomento della nostra newsletter. Per fare questo, quindi, è necessario scegliere un titolo semplice, chiaro e accattivante, che evidenzi gli argomenti chiave della newsletter. In questo modo, anche il lettore più frettoloso potrà in un colpo d’occhio comprendere il focus dell’argomento e coglierne l’essenziale.

Per facilitare maggiormente la lettura, è utile dividere la newsletter in paragrafi o blocchi tematici. Non dimentichiamo inoltre di inserire sempre un’immagine accanto all’articolo: i contenuti multimediali colpiscono più di un semplice testo e ne facilitano la comprensione.

Numero 3: Essere unici, diversi e distinguibili

Perché un utente dovrebbe iscriversi alla nostra newsletter? Questa è la domanda chiave che ci porterà a capire, almeno provarci, cosa può significare per i nostri lettori seguirci. O, meglio, seguire quello che siamo e che raccontiamo.

Una valida soluzione potrebbe essere quella di dedicare contenuti esclusivi agli iscritti della newsletter, utili per aumentare l’interesse e consolidare il loro livello di fidelity. Creare quindi una nicchia, un modo per renderli unici agli occhi del creator. Una sorta di cambio di ruoli: noi siamo unici ai loro occhi, ma lo sono anche loro ai nostri.

Numero 4: Costanza e puntualità nell’invio della newsletter

Essere costanti non è scontato, ma determina un aumento e un ritmo alto per quanto riguarda l’attenzione dei propri lettori. Catturarli e tenerli sempre sulle spine, desiderosi dei nostri contenuti, non è una cosa da poco: per questo servono la costanza e la periodicità.

E’ importante stabilire la giusta periodicità della newsletter e saperla rispettare, considerando e prevedendo il tempo necessario per la sua realizzazione. Le tempistiche sono essenziali: è sconsigliato inviare più di una newsletter alla settimana, che rischierebbe di annoiare gli utenti fino a spingerli ad annullare l’iscrizione.

Un altro fattore fondamentale è non tradire le aspettative dei propri iscritti, rispettando sempre la data di pubblicazione prefissata. Creare aspettativa può essere un ottimo metodo per fidelizzare i propri utenti.

Numero 5: Non basta la qualità del contenuto, che è importante, ma lo è altrettanto l’interazione

Un elemento davvero importante è riuscire a creare nel lettore la voglia di interagire con noi, vedere ciò che possiamo offrire, scoprire la nostra storia, avere un motivo valido e fondato per continuare a seguire il nostro percorso. Un’ottima idea è quella di spingerlo con la call-to-action, in modo da instaurare un dialogo diretto e intensificare i rapporti tra chi scrive e chi legge.

Ma non è solo la CTA a rendere l’interazione attiva, quello che rimane importante è ciò che viene detto e come. Un messaggio di qualità, che porti un valore aggiunto a chi sta leggendo, può aumentare in modo sano e autentico il coinvolgimento dell’utente che, perché no, potrebbe sentirsi grato di ciò che ha letto e invogliato a scriverci o visitare i nostri canali.

Scrivere bene è importante, soprattutto per chi ricorre alle newsletter, ma lo è ancora di più scrivere in modo unico e sincero, senza vendite tra le linee o tattiche commerciali che le persone ormai comprendono al volo. Il modo giusto è quello di essere prima di tutto amici dei propri lettori, oltre che disponibili a proporre un servizio o un prodotto.

Ecco perché, andando un po’ contro il nostro primo punto, spesso scrivere bene ti permette anche di dilungarti un po’ di più. Perché la qualità non stanca mai.

Per concludere e comprendere meglio la portata di certe valutazioni, facciamo un po’ di data center. Quali sono gli indicatori chiave per l’email marketing in Italia?

Sicuramente, quelli che ci portano ad analizzare con più efficacia una campagna di email marketing sono questi: tasso di apertura, tasso di clic, tasso di reattività, tasso di rimbalzo e tasso di spam.

Il tasso di apertura è il rapporto tra le email aperte dai tuoi contatti e il numero di email inviate. Con questo indicatore sarà possibile valutare la pertinenza dell’oggetto della mail (particolarmente importante soprattutto per non far pensare all’utente di essere stato “tratto in inganno”) e il coinvolgimento e la risposta da parte della nostra lista contatti.

Il tasso di clic, invece, corrisponde al rapporto tra il numero di email in cui un contatto visita concretamente un link (attraverso il gesto del clic) e appunto il numero di email inviate.

Questo indicatore ci fa valutare prima di tutto la percentuale di efficacia della nostra call to action ma soprattutto l’interesse mostrato dall’utente riguardo all’offerta raccontata.

Il tasso di reattività è il rapporto tra le email in cui un contatto ha cliccato su un link, e il numero delle email aperte ma in cui non c’è stata un’azione concreta.

Un vero e proprio indicatore complementare al tasso di clic, che però ci fa comprendere quanto i nostri lettori siano appunto reattivi nei confronti del contenuto che proponiamo loro.

Il tasso di rimbalzo, infine, si riferisce al rapporto tra le email che ritornano al mittente con un messaggio di errore e il numero totale di quelle invece inviate. 

Capitolo a parte è riservato, poi, al tasso di spam. Identificato con la percentuale di segnalazioni come spam generata dalla tua campagna, è oggettivamente la statistica che ha maggiore impatto sulla consegna delle nostre campagne di newsletter. Se le nostre campagne registrano un tasso di spam superiore allo 0,1%, infatti, potremmo essere classificati come spammer dai provider di Internet.

Curiosità: quali sono le categorie di newsletter che generano più iscrizioni e interazioni? Usando come punto di riferimento il tasso di apertura e di clic medio per settore merceologico o categoria industriale, invece, automotive, assicurazione, energia e ambiente sono quelli che presentano numeri più alti. Un dato davvero interessante è che le email riguardanti il tempo libero, i viaggi, i media e le pubblicazioni sono quelle che generano il minor numero di interazioni.

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