Tutte le novità di Google Ads, dall’automation al machine learning

Google Ads continua la sua fase di updating, soprattutto in questo periodo. Non è nuova a cambiamenti, ma in questo caso sembra aver approcciato a delle novità che potranno risultare molto significative nel lungo periodo.

Il software di spazi pubblicitari ha infatti introdotto nuove funzionalità per sostenere inserzionisti, brand e aziende, basandosi su tre asset strategici principali: privacy, automazione e misurazione.

In particolare, sono stati proprio Jerry Dischler, Vice Presidente e General Manager Ads di Google e Vidhya Srinivasan, VP of Engineering and Darshan Kantak, VP of Product Management, ad aver annunciato le nuove funzioni automatiche per l’adv, le partnership in ambito retail e gli update sui tool di misurazione.

Ma iniziamo a entrare nel merito e vediamo quali sono concretamente le modifiche apportate da parte degli sviluppatori di Google Ads.

Automation, machine learning, performance, cookies: tutte le novità importanti di Google Ads

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Innanzitutto le novità più importanti sono relative ai tool di automazione: Perfomance Max, Privacy Sandbox e Machine Learning. Queste nuove proposte hanno l’obiettivo, secondo i vertici che regolano Google Ads, di definire soluzioni volte ad inserirsi in un ecosistema pubblicitario a tutela della privacy degli utenti, consentendo soprattutto il potenziale di un web aperto a nuove modalità pubblicitarie che si discostino da quelle tradizionali.

Per raggiungere nuovi potenziali clienti, per esempio, l’anno scorso Google Ads ha avviato dei test relativi ad un nuovo tipo di campagna chiamata Performance Max, che racchiude gli ultimi aggiornamenti della Google automation. Questo livello di automazione aiuta gli inserzionisti ad ottenere risultati migliori su tutti i canali Google: Display, YouTube, barra di ricerca, Discover ecc.

Con questo aggiornamento, gli inserzionisti potranno avere accesso ad informazioni  molto importanti per la profilazione e le vendite, come per esempio i segmenti di pubblico che stanno generando conversioni, la creatività con il rendimento migliore, approfondimenti sulle aste e le categorie di ricerca di tendenza. Inoltre, sarà possibile vedere in anteprima come quali siano gli annunci migliori da mostrare sul proprio canale.

Altro aggiornamento fondamentale sarà quello dedicato alla privacy degli utenti. Incrementare il livello privacy, infatti, dovrebbe essere incentivato dai risultati a livello commerciale ottenuti con il nuovo Privacy Sandbox. Si tratta di un’iniziativa open source che mira a sviluppare nuove tecnologie per la tutela della privacy: l’anonymization, l’aggregazione e l’elaborazione su dispositivo.

Tutto questo avviene all’interno di un contesto in cui le nuove strategie di misurazione utilizzano il Machine learning per segmenti di pubblico, con l’obiettivo di assicurare soluzioni di misurazione rispettose della privacy, ma accessibili ad ogni attività e brand a prescindere dalle dimensioni.

Ecco perché Google ha reso disponibile per esempio il Customer match a quasi tutti gli inserzionisti che vogliono raggiungere e coinvolgere nuovamente i clienti attraverso i loro annunci: in un mercato con sempre meno cookies e più attenzione nei confronti della tutela della privacy, credere che sia uno strumento utile e con un futuro è assolutamente coerente con quello che sta succedendo.

Ma come sarà applicata l’automation? Sicuramente a diversi delle campagne degli inserzionisti, come: l’assemblaggio e la selezione automatica delle creatività con miglior rendimento tramite annunci adattabili della rete di ricerca, al trovare più query di ricerca da effettuare con parole chiave, al definire la giusta offerta per ogni asta utilizzando Smart Bidding (un insieme di strategie di offerte automatiche che utilizza il machine learning per ottimizzare le conversioni o il valore di conversione durante ogni singola asta).

Curiosità: attualmente più dell’80% degli inserzionisti Google usa le offerte automatiche per ottimizzare e massimizzare le conversioni e le vendite, in maniera sinergica e multi-canale, tra cui annunci Discovery e campagne video per azione. Questo permette di usare al meglio il potenziale dei contenuti creativi per far scoprire i prodotti e di incrementare, appunto, gli acquisti.

Poi, il capitolo dedicato ai prodotti Google Ads: Customer Match, come abbiamo anticipato prima, consente agli inserzionisti di utilizzare i dati proprietari online e offline per raggiungere e coinvolgere nuovamente clienti su Ricerca, scheda Shopping, Gmail e YouTube. Ecco un elenco di esempi utili relativi a questo aspetto:

Hotel ads è uno strumento relativo agli annunci degli hotel che vengono visualizzati quando un viaggiatore cerca un hotel su Ricerca o Maps. Questi annunci vengono visualizzati in un modulo di prenotazione che può mostrare foto dell’hotel, servizi, prezzi e un link per prenotare. Tre nuovi prodotti per aiutare i partner Google a catturare la domanda in un’ottica direct e completamente personalizzata.

Insight Page è la pagina degli approfondimenti che mostra le tendenze su misura per l’attività di un inserzionista, in modo che possa vedere se stanno tenendo il passo con la domanda di prodotti o servizi in trend.

Con Local Ads, invece, le aziende possono fornire ai loro potenziali clienti le informazioni utili per decidere come e quando visitare i loro negozi, ma soprattutto facilitare la promozione del proprio brand da parte degli inserzionisti all’interno dell’ecosistema multi-canale di Google Ads.

In questo contesto, è da inserire anche il Local inventory ads, ovvero la funzione degli annunci di prodotti disponibili localmente che consente agli inserzionisti di rendere maggiormente visibili i propri prodotti ma soprattutto, elemento decisamente utile, di archiviare le informazioni relative agli acquirenti che si trovano nelle vicinanze e che hanno effettuato ricerche con Google.

Passiamo ora alle Performance Max, ovvero un nuovo insieme di metodologie per acquistare annunci Google: si tratta di campagne completamente automatizzate per marketer, rivenditori e attività con sedi fisiche con l’obiettivo di ottenere risultati su tutte le piattaforme del circuito Google, se possiamo chiamarlo così. Questo strumento sfrutta l’automazione per fornire una soluzione completa che possa funzionare per tutti gli inserzionisti in una scelta più ampia di obiettivi di marketing e strategie di indicizzazione.

Gli ultimi due strumenti che trattiamo oggi, infine, sono i Product feeds e tROAS. Riguardo al primo, funziona così: i feed dei prodotti si collegano a Google Merchant Center, consentendo agli inserzionisti di sfruttare i loro cataloghi di prodotti per creare annunci più dinamici. Estraggono informazioni e immagini sui prodotti da una pubblicità account Google Merchant Center del rivenditore e visualizzano queste informazioni, inoltre, come parte di una campagna pubblicitaria.

tROAS è una strategia di offerta automatica basata sul valore che sta per ritorno sulla spesa pubblicitaria target. Questo strumento aiuta gli inserzionisti a ottenere più valore di conversione o entrate in base al target ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS) impostato all’inizio della campagna.

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