Un nuovo e-commerce di YouTube? Tutto quello che c’è da sapere

Notizia molto recente è che YouTube stia lavorando ad un suo e-commerce. Proprio così: la piattaforma di video sharing più famosa del mondo è pronta ad entrare nel mondo del commercio elettronico attraverso l’introduzione di una modalità di direct shopping sui contenuti video.

In questo senso YouTube sta imboccando una strada che potrebbe quindi portarlo ad avere una sua sezione dedicata proprio all’ecommerce, con i prodotti visti all’interno dei video sul portale che potranno essere acquistati direttamente su YouTube senza dover spostarsi su altre piattaforme.

Google sta già avviando dei test coinvolgendo alcuni youtuber, e l’idea principale sarebbe quella di taggare i prodotti e renderli disponibili allo shopping direttamente dal video che si sta guardando.

Nell’ambito di questa nuova strategia, Google ha iniziato a testare la modalità attraverso il coinvolgimento immediato dei creator, chiedendoli di utilizzare i software interni di YouTube con l’obiettivo di taggare e monitorare i prodotti inseriti nei propri video. Un modo per far rendere al meglio i dati ottenuti, i quali saranno automaticamente collegati agli strumenti di analisi e acquisto di Big G.

YouTube e-commerce: come, perché, quando

La nascita di YouTube e-commerce rappresenta una nuova frontiera che apre sicuramente a scenari importanti, soprattutto per quanto riguarda l’ecosistema del commercio sul web e tutti i players coinvolti.

Un modo per centralizzare l’acquisto dei prodotti all’interno del tubo, dando la possibilità agli utenti di acquistare direttamente mentre stanno guardando un video condiviso da un creator o da un brand. Una situazione che poteva essere immaginabile, ma che al contempo strizza l’occhio ad una rivoluzione sempre più dirompente per quanto riguarda il numero enorme di competitors che si stanno aggiungendo nella “sfida” sempre più accesa contro Amazon.

immagine di un telefono con l'icona di YouTube

Ma perché YouTube sta facendo tutto questo? Il suo scopo è davvero quello di entrare in competizione con Amazon? L’obiettivo del tubo, in realtà, sembra quello di voler trasformare i video in vere e proprie vetrine digitali, in modo tale che gli utenti possano navigare liberamente dai contenuti proposti all’acquisto degli articoli contenuti al loro interno. 

YouTube sta testando, inoltre, un’integrazione con la piattaforma canadese di ecommerce Shopify  con l’obiettivo primario di veicolare la vendita dei prodotti direttamente dalla piattaforma di sharing video. Già nel mese di luglio, per esempio, Google aveva annunciato un’integrazione tra Google Shopping e Shopify per poter consentire ai suoi sellers di integrare e gestire più facilmente il loro catalogo.

Tornando ai test e al periodo di prova messo in atto da Google, i primi test di e-commerce interno starebbero riguardando solo un numero limitato di canali e i creator dovrebbero avere il pieno controllo sui prodotti che vengono visualizzati e venduti attraverso i loro video.

Più che competitor di Amazon, quindi, questa nuova modalità potrebbe rappresentare una nuova e innovativa fonte di guadagno per gli youtuber o anche una curiosa opportunità per tutti quegli artisti che per monetizzare e ricevere più visibilità potrebbero sfruttare i video del proprio canale anche come catalogo prodotti.

Attualmente gli influencer sono soliti inserire nella descrizione dei loro contenuti i link diretti all’acquisto verso siti terzi dei prodotti, i quali vengono mostrati appunti nei video condivisi. Ecco che, proprio ora, il colosso di Alphabet avrebbe l’intenzione di aggiudicarsi il controllo diretto di queste transazioni, forte di una piattaforma che conta 2 miliardi di utenti e genera circa 15 miliardi di dollari all’anno. Oltre a questo, altri dati molto significativi sono che il numero di canali che guadagnano almeno 10mila dollari sta aumentando di oltre il 50% di anno in anno, mentre il numero dei canali con più di un milione di subscription è cresciuto del 65% rispetto all’anno scorso.

Nonostante ci siano ancora pochi dettagli in merito, ricordiamo che YouTube monetizza sensibilmente già tramite le pubblicità e YouTube Premium è una modalità che serve proprio per canalizzare tutti quegli utenti a cui non interessa ricevere ads durante la visione dei loro video. Se da una parte la piattaforma rinuncia quindi alle strategie di web marketing con le società esterne, dall’altra guadagna denaro anche grazie ai piani abbonamento per gli utenti.

Come abbiamo anticipato prima lo scenario più plausibile, in ogni caso, è che questa funzione venga inserita sui binari di Google Shopping, la vetrina unificata per migliaia di brand e negozi come Best Buy, Target, Costco e Overstock. Anche il colosso statunitense Wallmart era presente nei players coinvolti, salvo poi ritirarsi nel 2019. L’integrazione con YouTube, però, potrebbe portare un’ondata di nuove piattaforme e brand interessate ad essere coinvolte e incoraggiate quindi a registrarsi.

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