Google e la laurea in 6 mesi: il digitale trasformerà anche la didattica?

Matteo Shots.it

Matteo Mario

E’ notizia recente quella di Google, che ha deciso di sviluppare un percorso accademico della durata di sei mesi. Il colosso tecnologico decide quindi di investire nell’istruzione, ma fondamentale è fare una netta distinzione tra il suo approccio e quello didattico che si può trovare nel nostro (o internazionale) ordinamento contemporaneo.

Ma ripartiamo dall’iniziativa di Google: una parte importante delle future iniziative di Google, quindi, sarà dedicata all’istruzione. L’obiettivo sembra quello di rinnovare il sistema universitario a stelle e strisce e permettere ai giovani di accedere prima al mondo del lavoro.

L’azienda ha annunciato, lo scorso mese, il lancio di un proprio percorso universitario completamente online, che porta il nome di Google Career Certificates. Come funziona? In soli sei mesi, il programma promette di fornire tutta la preparazione necessaria per poter svolgere alcune delle professioni più richieste in ambito digitale.

I vantaggi di questo percorso sono sicuramente il costo relativamente basso (si parla di circa 300 dollari) ma soprattutto la possibilità di avere una formazione altamente specializzata che faciliti la ricerca di un lavoro nel periodo della digital transformation e del dominio del web.

Per quanto riguarda i requisiti d’accesso, che per le lauree tradizionali sono spesso richiesti, non dovrebbe essere fondamentale alcuna esperienza pregressa per potersi iscrivere ma sono addirittura previste anche delle borse di studio per gli studenti in difficoltà economica.

Sono tante, però, le perplessità arrivate dal mondo accademico: una situazione inevitabile che porta ad un nuovo scenario di possibile convivenza con il sistema tradizionale e quello digitale. Le perplessitàsi basano su due temi principali: il titolo di studio certificato Google ha lo stesso valore di una canonica laurea? Accumulare conoscenze in sei mesi, che solitamente si studierebbe in anni, è una pratica possibile ed efficace? 

Non è da nascondere che, proprio questi dubbi, possano venire sicuramente dal timore del mondo della didattica universitaria in merito ad un eventuale processo di svalutazione delle lauree e il conseguente abbandono dei giovani degli atenei.

I corsi semestrali di Google: entriamo nel merito

immagine di una sala di Google con degli studenti in primo piano

Ma entriamo nel dettaglio di quello che è, concretamente, il percorso stabilito da Google: la big tech americana propone un approccio diverso rispetto al canonico percorso universitario, questo lo abbiamo già detto. Si tratta di tre programmi specializzati per professioni specifiche (project manager, data analyst e user experience designer) che “forniscono ai partecipanti le competenze essenziali di cui hanno bisogno per trovare un lavoro”, come si legge nell’area del sito dedicata all’iniziativaOgni corso, svolto online, è progettato e condotto da dipendenti di Google che lavorano in questi settori della company di Menlo Park.

“I nostri nuovi corsi si basano su programmi già esistenti in azienda per specializzare le persone senza laurea che lavorano nel supporto It. Dal 2018, queste certificazioni sono diventate molto popolari e abbiamo aiutato migliaia di persone a trovare un nuovo lavoro o a migliorare i propri guadagni”.

“L’università è fuori dalla portata di molti americani. Abbiamo bisogno di soluzioni nuove e accessibili, come nuovi programmi professionali potenziati o l’istruzione online per aiutare l’America a riprendersi e ricostruirsi”.

Kent Walker, vicepresidente senior per gli affari globali di Google

Necessario è però fare una corretta precisazione: quelle di Google non sono lauree, ma veri e propri attestati di corsi professionalizzanti e destinati a quel tipo di figura professionale. Giusto affermare, quindi, che il colosso di Alphabet non darà l’opportunità ai giovani di laurearsi online in sei mesi, ma di partecipare a corsi intensivi e, appunto, professionali.

Nonostante le analogie con il mondo universitario siano molte, quindi, le perplessità degli accademici sono per ora preoccupazioni (forse) infondate, visto che questo tipo di approccio si può avvicinare (almeno per ora e seppur con un carico di lavoro decisamente maggiore) a quello già utilizzato da Big G con il programma Google Digital Training e Google Analytics Academy.

Non si parla, quindi, né di “laurea di serie b” e nemmeno di nemico numero uno per gli atenei, ma forse semplicemente di cugino ambizioso che aiuta i giovani a reinventarsi o lanciarsi con passione nel mondo del web e delle nuove professioni digitali. Su questo Google non è assolutamente nuova, visto che la sua Academy online è disponibile già da diversi anni e sono tanti i professionisti che amano aggiornarsi attraverso i test e i brevi corsi distribuiti a cadenza periodica.

Altro aspetto importante da sottolineare è, inoltre, quello della pandemia: la mossa di Mountain View arriva quasi a sorpresa ma nasce anche a causa dei problemi relativi ai lockdown e alle chiusure preventive degli istituti scolastici. Un rinnovamento annunciato dei meccanismi dell’istruzione secondaria superiore, quindi, che mira a risolvere i problemi più che eliminare la “concorrenza”. Tutto questo quando, appunto, in piena pandemia da Covid19 le università tradizionali di tutto il mondo hanno avuto (e stanno avendo tuttora) gravi difficoltà a riaprire le proprie aule, a svolgere i corsi didattici in presenza e proporre percorsi di studio prolungati, vista anche la grande incertezza per il futuro in attesa del primo vaccino.

Condividi la tua opinione