La Dash Cart di Amazon e un nuovo modello di shopping intelligente

Entro fine anno, il colosso di Jeff Bezos lancerà la Dash Cart, ovvero un nuovo modello di carrello intelligente che sarà disponibile come strumento fisico. Dotato di touchscreen e altri componenti hardware per il rilevamento automatico degli oggetti inseriti nello scaffale, rappresenta un supporto non convenzionale alla possibilità di unire l’idea dello store fisico con quello digitale.

Un vero e proprio prodotto ibrido (l’azienda ha fatto capire che non sarà né la prima e nemmeno l’ultima sperimentazione a riguardo) nato dall’idea di applicare nuove soluzioni dopo il fortunato sviluppo di dispositivi di intelligenza artificiale come Amazon Alexa.

foto dello store Amazon di Los Angeles

Una scelta testimoniata soprattutto dalla sempre più crescente nascita dei cosiddetti Amazon Go, ovvero i supermarket fisici e cashless della compagnia. Il prodotto, che possiamo anche identificare come prototipo a tutti gli effetti, verrà rilasciato inizialmente nello store alimentare di Amazon sito nel quartiere di Woodland Hills a Los Angeles.

Allo stesso tempo, però, il negozio non è un Amazon Go e non possiede un sistema di video-sorveglianza, sensori e altri dispositivi analoghi integrati per rilevare automaticamente gli oggetti prelevati dagli scaffali.

Questo significa che lo store a cui si fa riferimento non rientra nella lista degli unconventional stores di Amazon, bensì in quella dei normali supermarket. L’unica differenza è la presenza di carrelli, appunto, intelligenti e adibiti all’esclusivo utilizzo digitale.

Il negozio è attivo e permette di acquistare i prodotti alimentari già disponibili nella piattaforma online, ma lo spazio fisico sarà accessibile al pubblico solo alla fine dell’anno e appartiene alla rete denominata Whole Foods che comprende anche lo store di Seattle aperto lo scorso febbraio.

Le mosse di Amazon, perciò, vanno tutte nella direzione ambiziosa di unire esperienza digitale con quella fisica, e dopo la nascita dei già numerosi Amazon Go adesso punta a creare nuovi ambienti più tradizionali e legati allo shopping di primo consumo classico e quotidiano.

grafica di Whole Foods di Amazon

Le motivazioni alla base di questa strategia possono essere molteplici ed essere identificati nella necessità, innanzitutto, di accostare all’esperienza innovativa degli Amazon Cashless a quella più classic degli store tradizionali, anche per quanto riguarda le effettive dimensioni dei locali occupati. Com’è noto, infatti, gli spazi dei nuovi store Amazon hanno dimensioni limitate e permettono un’esperienza leggermente diversa e meno dispersiva di quella dei loro “cugini” più vecchi: una scelta più di distinzione e di identità che di altro, probabilmente.

Oltre all’aspetto architettonico e legato prettamente all’accessibilità, è possibile che dopo i numerosi dibattiti pubblici sulla privacy (il primo che viene in mente è quello di Cambridge Analytica di Facebook o il più recente sospetto di utilizzo dei dati da parte di Tik Tok) il colosso di Bezos abbia deciso di muoversi con più cautela e frenare la mira espansionistica almeno per quanto riguarda l’innovazione prorompente negli store. Il motivo? Una maggiore riservatezza da parte dei clienti, che in questo momento storico forse preferiscono convivere con meno sorveglianza e monitoraggio costante soprattutto quando fanno la spesa.

Uno stimolo ancora più grande, però, che Amazon vuole tenersi buono per provare a vincere la sfida occupando una nuova fetta di mercato e evitando i rischi online dei maggiori nuovi competitor (come Google, ne avevamo parlato in questo articolo). Privacy, unione fisico-digitale, settore alimentare: tutti elementi chiave potenzialmente vincenti se presi con la giusta strategia, a maggior ragione in un periodo in cui i big players stanno aumentando soprattutto per quanto riguarda l’esperienza online.

Amazon Dash Cart, come funziona

foto di Amazon Dash Cart

Il funzionamento di questo nuovo dispositivo è, per ora, molto semplice e facilmente accessibile: la spesa si limita a due buste, senza quindi poter essere utilizzato per una “spesa famigliare”, dando la possibilità di effettuare pagamenti standard se la quantità di prodotti supera quella prestabilita dal dispositivo.

Come vi abbiamo anticipato nel primo paragrafo, il Dash Cart si approccia all’acquisto in maniera intelligente grazie a telecamere, una bilancia e sensori di visione e peso computerizzati che possono identificare la tipologia di articolo scelto e la quantità.

Effettuata la spesa completa, il carrello intelligente elabora poi l’ordine solo alla fine del percorso nel supermercato e solo dopo aver effettuato l’accesso al proprio account Amazon. Da sottolineare è anche la presenza di uno scanner coupon integrato e la funzionalità, per chi ce l’ha, legata al supporto di liste della spesa di Amazon Alexa. Terminata la spesa, il processo permetterà così di uscire senza passare dalla cassa agendo, appunto, con un approccio analogo a quello cashless.

Infine, riguardo all’effettivo pagamento, per permettere alle spese fatte di venire indirizzate al proprio account Amazon, ogni cliente dovrà preventivamente effettuare l’autenticazione con il carrello, eseguendo la scansione del codice QR corrispondente e visibile dallo smartphone.

Nel caso, invece, dei prodotti di scaffale provvisti di codice a barre, la procedura da seguire risulterà ancora più veloce: sarà sufficiente, infatti, riporre nel carrello delle apposite borse in cui andranno disposti gli articoli prelevati dagli scaffali dopo averli selezionati attraverso un “bip” emesso dal sensore del carrello.

Rivoluzionare la nostra spesa di tutti i giorni, dopo aver fatto lo stesso con lo shopping online. Sembra essere questo il grande obiettivo a lungo termine di Amazon, che dopo eventuali risultati positivi potrebbe lanciare questo modello anche altrove, perché no, condividendolo a tutta la filiera della grande distribuzione. Un matrimonio che s’ha da fare, sicuramente, se pensiamo che gli utenti possano avere ancora bisogno di novità hi-tech in un settore che può fare decisamente di più. Oltre a questo, l’idea più semplicistica di Bezos (ma fortemente efficace) sarebbe quella di far evitare ai clienti il momento della fila in cassa, fase ormai lunga e fastidiosa soprattutto durante gli orari di punta all’interno di tutti i supermarket del mondo.

Del Dash Cart ne ha parlato recentemente anche la CNBC.

“Dash Carts build on the “Just Walk Out” cashierless technology first deployed at Amazon Go convenience stores. Amazon Go stores, which opened to the public in 2018, let customers buy items without waiting in checkout lines. The company has made inroads into the grocery market over the past several years, but with cashierless technology, Amazon is hoping to make the shopping experience more enjoyable and set itself apart from other physical retailers”.

Annie PalmerAmazon is rolling out grocery carts that let shoppers skip checkout lines, bag their groceries and walk out, CNBC

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