Perché è importante creare fidelity e adattarsi al digitale, in questo periodo

In questo periodo di isolamento e limbo forzato, è giusto ragionare sull’importanza dei messaggi che il mondo della comunicazione e i brand in generale intendono trasmettere agli utenti. In questo senso, concetti come fidelity e approccio digitale svolgono un ruolo chiave.

un uomo che scrive su una lavagnetta per l'articolo su fidelity e digitale

Sicuramente, come avevamo spiegato anche in questo articolo, lo stato d’animo del proprio pubblico di riferimento è fortemente influenzato dal corso degli eventi. Questo, inevitabilmente, implica anche un cambio di rotta nei consumi e nella scelta che il target effettua nel momento in cui deve acquistare un prodotto o un servizio.

Ecco perché, proprio chi comunica, deve riuscire a cambiare (in questo periodo) il suo messaggio ed adattarlo a ciò che il pubblico vuole sentire. Non è un modo per accontentare le menti, sia chiaro, ma solo per accompagnare le persone in questo momento difficile e dimostrargli che il brand c’è, è vicino a lui e soprattutto è affidabile e credibile.

In questo senso, legittimo è anche chiedersi quale sia la reale differenza tra condurre operazioni di marketing e proseguire nelle proprie politiche di vendita (perché si, esiste ed è marcata).

Fidelity e digitale: adattarsi e coinvolgere il proprio target

Immagine di una lampadina di fronte a una parete di mattoni per l'articolo sulla fidelity e il digitale

In questo momento, come anticipato nel paragrafo precedente, le persone tendono a preferire qualcosa che ha un’utilità pratica nell’immediato. Inevitabilmente, questa scelta taglia fuori tutti quei prodotti e servizi che risultano “rinviabili” e non essenziali.

Non dipende da noi e noi e da nessun altro, ma solo e semplicemente dai tempi che corrono. Un’emergenza che ha (apparentemente) trasmesso più solidarietà (o l’ha tirata fuori) e che ha posto nuove priorità e ragionamenti creando le basi per un mindset completamente diverso da quello a cui siamo abituati nella normalità. 

Una sorta di vero e proprio momento di “depressione” che ha provocato anche una contrazione del mercato e delle sue infinite possibilità. Ma questa depressione, sicuramente, non sarà addolcita da buoni sconto, landing page e newsletter aggressive, bensì dal fare marketing nel modo giusto. Questo non significa che bisogna scoraggiare le attività di vendita in toto, sia chiaro, ma incoraggiare piuttosto a una vendita diversa e figlia di nuove opportunità “on demand”.

Questo ragionamento nasce dal fatto che dietro ad ogni difficoltà, sicuramente, esiste sempre una nuova strada che il digitale ci permette di percorrere.

E cosa vuol dire sfruttare questa opportunità, allora, ma soprattutto cosa la distingue dall’attività di vendita in “tempi di normalità”?

Ora, nei confronti del target di riferimento (che non si è unito a te perché gli hai mostrato un prezzo ragionevole ma perché hai fatto del buon marketing di qualità) è giusto aiutarlo a indirizzare i pensieri verso una nuova frontiera. Una frontiera che crei nuovi spunti non appena tutto ripartirà. Questo meccanismo nasce, prima di tutto, dal rapporto di scambio tra utente e brand: quest’ultimo racconta sé stesso e si mostra affidabile e sensibile nei confronti del primo, che viene coinvolto in maniera completamente genuina e pertinente. 

Le sponsorizzazioni a pagamento possono essere orientate per esempio per alimentare la conoscenza dei valori del brand e instaurare proprio quel clima amichevole, con l’obiettivo di instaurare un rapporto che duri nel tempo e non si rompa alle prime difficoltà. E questo sentimento utente-brand è il punto di partenza, prima di tutto, per un’attività di vendita che faciliti anche le modalità a distanza.

Fare del buon marketing significa prima di tutto creare i presupposti per ripartire insieme e sapere attraverso quali strumenti e contenuti farlo. Contenuti condivisi e amati, prima di tutto, insieme. Lo sfondo è quello, appunto, di un momento di stand-by sociale ed economico in cui è giusto non raccogliere quello ci arriva e che ci procuriamo, ma seminare e coltivare quello che verrà.

Un lavoro in cui i contenuti vengano adattati e contestualizzati, quindi, all’interno di un nuovo ecosistema di vendita digitale. Un’azione da portare avanti con qualità, coinvolgimento, sensibilità ed empatia nel pubblico, nell’attesa di una dimensione migliore da affrontare con vicinanza al primo semaforo verde.

Se mi fido del brand, la distanza è impercettibile

Il digitale, come accennato all’inizio del nostro articolo, offre sempre una soluzione agli ostacoli che ci troviamo di fronte e la nostra convivenza con questa emergenza lo dimostra: la nostra quotidianità si è trasferita sul web e sembra essere diventata l’unico modo per comunicare e continuare a sentirsi parte di qualcosa.

Con questo presupposto e considerando un rapporto già estremamente fidelizzato con il proprio pubblico, le distanze stanno diventando ormai quasi impercettibili. Ecco che, appunto, il digital ci ha dato l’opportunità di fare esperienza di una nuova normalità e quindi di un nuovo rapporto con i brand, i quali svolgono un ruolo chiave e fanno una scelta vincente se tendono seguire questo trend sociale ed economico.

Adattarsi ad una svolta digitale, una scelta vincente

immagine di una borsa

Ci sono diverse case study lampanti di questo trend e la maggior parte dei nostri clienti  ha deciso di inaugurare una nuova stagione e-commerce e quindi una svolta digitale all’interno del loro sistema di vendita.

L’emergenza coronavirus, a maggior ragione, sta per rivoluzionare le strategie commerciali (e comunicative, soprattutto) di molti player di settore che hanno compreso l’importanza dell’adattabilità in un sistema sempre più a distanza.

Oltre a questo, i brand elaborano anche l’esperienza che l’utente finale dovrà vivere sui portali e tutto ciò è frutto di uno studio quotidiano in un percorso di fidelity costante e aggiornato. Un’esperienza che, appunto, deve rispecchiare perfettamente l’approccio ospitale e il rapporto di fedeltà reciproca che si era creato all’interno degli store fisici dell’azienda nel corso degli anni. Una modalità a distanza, quindi, che unisce tutti i vantaggi del mindset digitale al calore dei rapporti umani. E tutto ciò avviene grazie alla scoperta di una nuova opportunità da cogliere e all’adattamento del brand al contesto attuale.

Questo processo ci fa capire quanto la potenzialità dei propri valori e dei messaggi condivisi possano e debbano essere d’aiuto per fare crescere l’approccio con l’economia digitale e utilizzarla come volano per le attività di vendita. Una vendita on demand, appunto, che riesca a rendere impercettibile la differenza tra l’acquisto in store e l’acquisto online, ma soprattutto la social distancing che tutti noi stiamo vivendo.

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