Tra scena indie e creatività, Shots incontra Tutti Giù Parterre

Matteo Shots.it

Matteo Mario

Tutti Giù Parterre è un blog indipendente che racconta l’indie italiano a modo suo: una community che ha unito un team di creativi amanti della nuova scena indie nazionale che ha voluto fare della propria passione una vera e propria malattia contagiosa.

La pilota del progetto è Emanuela Baam, seguita dai giornalisti Silvia Fulvia Vinditti, Riccardo Magni e Lorenzo Scuotto, la graphic designer Ilenia Martorella, gli sviluppatori web Mauro Faccenda e Federica Lattanzio, l’ingegnere spaziale Diletta Vu Falconieri e i collaboratori Natascia Giupino Ciccarelli, Ilenia Colanero (il passparTOUR), Marco Impronta, Daniela Fiorentini, Lia Vuttariello, Ramona Bracciale, Ilaria Casciaroli, Arianna Vilbi, Marta Di Stati, Davide Lucarelli, Antonio Scuotto, Andrea Nuzzo, Giorgia Groccia, Angela Ieriti, Giulia Logo, Ornella Cannavaciuolo e Chiara Trovatello.

Il team di Tgp, tra live report di concerti, album fotografici, recensioni, interviste e spazio artisti emergenti ci ha portato nel loro mondo per raccontarci come e dove è nato tutto.

Foto di gruppo di Tutti Giù Parterre

Ciao! Tutti Giù Parterre si pone come blog indipendente che racconta la realtà indie in Italia. Ma dove è nato tutto? Qual è stato il vostro momento eureka?

Ciao a voi! Anzitutto, grazie per dar voce a piccole realtà come la nostra. Si, diciamo che noi nasciamo come webzine della nuova scena musicale italiana, (non so se vale la pena chiamarla Indie, ma se proprio vogliamo darle un’etichetta, va bene). Siamo nati il 17 Marzo del 2017, quando Fulvia Brockovich ha unito altre mille teste per raccontare la musica attraverso scatti e racconti. Visto che il viaggio ci accomuna un po’ tutti, così come la musica, abbiamo deciso di ritrovarci tutti a scrivere per “tutti giù parterre”. Ci eravamo stancati di pubblicare le foto sui nostri profili e visto che i concerti a cui andavamo erano troppi, abbiamo deciso di regalare questi momenti al mondo.

Foto di Mahmood di Tutti Giù Parterre

Quando avete cominciato a pensare che un blog potesse aspirare a diventare una community così ampia? Qual è stato il vostro punto di forza in merito?

In realtà non ci abbiamo mai pensato, è sempre stato un momento per tutti noi di svago, poi da poche persone ci siamo ritrovati ad essere quasi 7000 parterriani, ed è venuto da sè. Probabilmente il punto di forza è stato proprio lo storytelling sui concerti, i video, le foto, gli articoli e poi man mano il resto, le recensioni degli album e le interviste agli artisti. E’ stato un effetto domino alla fine, la passione ha travolto prima noi e poi altre 7000.

Cosa consigliate ad un giovane che si affaccia per la prima volta alla musica indie e vorrebbe costruire un progetto come il vostro? Ok il target preciso del genere indie, ma qual è per voi il tasto giusto per assicurare l’engagement di un potenziale pubblico sul web e sui social?

Non abbiamo la formula magica, ma a prescindere dalla musica indie, sicuramente per costruire un progetto bisogna puntare su una comunicazione a 360 gradi. Il punto di debolezza è che ci vogliono i soldi, e chi fa questo per passione si pone solitamente un limite. Comunque, è necessario puntare su delle grafiche accattivanti, uno storytelling che cerchi di ingaggiare il pubblico il più possibile, soprattutto facendosi raccontare altre storie dalla propria fan-base.

Foto di Tutti Giù Parterre con Ambra Angiolini e Lodo Guenzi

Spazio artisti, interviste, recensioni, concerti: il mondo indie lo masticate. Ma cosa distingue il messaggio di un artista indie da quello di un artista “convenzionale”?

A noi viene solo da fare un paragone rispetto alla “scena indie” con la vecchia scena cantautorale, tipo- Battiato, Nada, Bertè e così via. I messaggi sono diversi, perchè le epoche sono diverse. Mentre con gli artisti più POP alcuni hanno anche percorsi diversi. Spesso chi nasce nella scena indie non proviene dai Talent Show, mentre nella scena Classica Pop si. Anche se oggi è un po’ tutto rovesciato, basti pensare a Francesca Michielin, divenuta famosa con un talent, ha scritto poi una canzone insieme a Carl Brave (Nato dalla scena indie) probabilmente per “svecchiarsi un po’ “. Quindi è un po’ tutto capovolto, per questo quando intendiamo scena indie in realtà parliamo solo di nuovi artisti che entrano nel mercato musicale. Ciò che differenzia questi mondi sicuramente è che “L’indie” è diventato più una moda per sentirsi diversi, che altro.

Foto di Tutti Giù Parterre con Myss Keta

Quali sono stati gli step che hanno portato Tutti Giù Parterre ad allargare la propria fan-base online?

Gli step son stati comunicare tanto online quanto offline. Andare a molti concerti, fare foto al pubblico, agli artisti e qualche repost importante da parte di alcuni di loro. La nascita del nostro jingle, gli eventi a Milano e Roma, qualche partnership per festival importanti come il Primo Maggio o Eco Suoni. Piano piano, tutti insieme, abbiamo messo su un vero e proprio Music Brand.

Nel vostro team creativo contate tante personalità differenti, dall’ingegnere allo studente, dal designer alla giornalista: cosa ha messo insieme tutte queste personalità? È possibile che sia stata solo la potenza della musica indie?

È stato la passione per la musica e i concerti. Nel nostro gruppo abbiamo davvero tutti i mestieri, soprattutto perchè crediamo nella diversità in quanto ciascuna persona può dare al gruppo contributi creativi differenti portandosi background diversi.

Per il mondo Tutti Giù Parterre, oltre a quelli già attivi, immaginate altri sviluppi paralleli o preferite che questo progetto rimanga saldo alla propria natura?

Stiamo facendo delle riflessioni: probabilmente nascerà qualche Spin-Off, ma crediamo che tgp (Tutti Giù Parterre) debba avere le sue evoluzioni, sempre mantenendo la natura di webzine.

Momento oracolo di Delfi: ci consigliate cinque artisti che secondo voi hanno il potenziale per sfondare il mercato nei prossimi mesi?

Fulminacci (già un po’ lo sta facendo), Margherita Vicario, Aiello, Testacoda e Madame.

Foto di Tutti Giù Parterre con Tommaso Paradiso

Cinque motivi per cui dovremmo partecipare ad un concerto con voi.

Il primo è perchè vi divertite, il secondo è perchè ci perdiamo e ci ritroviamo schiacchiati in mezzo al pogo, il terzo è perchè se c’è anche l’autore Marco Improta non si sopravvive, il quarto è che più parterriani di noi non c’è nessuno. Il quinto è perchè scegliamo sempre i concerti migliori.

Foto di Tutti Giù Parterre con i Coma Cose

Ph. Emanuela Baam, Sara Buralli, Miriam Gangemi

Qualcosa bolle in pentola qui, stay tuned! 

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