Lisbona è la nuova Silicon Valley europea, ecco perchè

Matteo Shots.it

Matteo Mario

Il Portogallo, paese duramente colpito dalla crisi economica degli ultimi anni, è riuscito a ripartire puntando su innovazione e incentivi agli imprenditori.

Foto di Lisbona

Questa è la realtà, in particolare quella della sua capitale Lisbona, che sta diventando gradualmente il punto di riferimento europeo per innovazione, tecnologie e start up digitali e non. 

Uno sguardo sulla crisi Portoghese

Una situazione, quella portoghese, che ha visto una crisi economica iniziare nel 2011 con la richiesta di aiuti da parte del governo nei confronti della Troika.

Secondo alcune testimonianze di economisti portoghesi, la crisi economica ha avuto origini molto più antiche di quello che si crede. Le loro strutture produttive, industriali ed economiche obsolete, infatti, non hanno fatto altre che acuire gli effetti di una crisi già pesante per tutta la situazione finanziaria europea.

A quel punto il Portogallo, oltre a non possedere più un vero mercato interno e sprovvisto di una sua moneta da svalutare, ha trovato grosse difficoltà a esportare i suoi prodotti, dovendo affrontare la concorrenza di paesi che producevano ad un costo nettamente inferiore fuori dai confini europei.

Ma qual è stata la soluzione? Da una parte quella di abbassare fortemente i salari,  (favorendo la famosa “austerity”), e dall’altra quella di investire in innovazione e sviluppo.

Lisbona: il cuore produttivo del Portogallo

La ricetta, però, non è stata solo l’innovazione, ma proprio quell’austerity di cui molti hanno tanta paura e diffidenza. 

Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e BCE hanno infatti prestato allo stato Portoghese una cifra vicina ai 78 miliardi di euro. Una situazione che ha fatto sì, inevitabilmente, che il Portogallo non potesse più gestire liberamente la propria economia.

In questo senso, sono state approvate norme che hanno aumentato a livello generale le tasse sui redditi e sui consumi, ma soprattutto hanno diminuito le retribuzioni della pubblica amministrazione, delle pensioni e tagliato le spese in sanità e istruzione.

L’austerità, si sa, è uno degli strumenti convenzionali per riconquistare la fiducia dei mercati internazionali. E questo il Portogallo lo ha compreso bene, nonostante la situazione abbia messo in ginocchio anche la classe media e reso il Portogallo il paese europeo con il maggior numero di emigranti.

“Il numero di portoghesi all’estero è arrivato ad essere di 200mila su 10 milioni di abitanti con un picco massimo raggiunto nel 2013, anno in cui dal Portogallo emigrarono quasi 130mila persone in un solo anno”.

Sky Tg24

All’interno di questa situazione, però, importanti sono stati gli incentivi promossi dallo Stato nei confronti delle start-up. Un vero e proprio piano a favore della nuova imprenditoria, che ha reso la città di Lisbona una capitale europea delle start-up.

Qui è nato Startup Lisboa, uno dei più grandi incubatori del paese.

Bandiera di Startup Lisboa, incubatore a Lisbona

Da diverso tempo, ormai, oltre alla nascita di questo incubatore e alla crescita delle start-up, sono nate tante opportunità per chi, anni prima, aveva deciso di lasciare il suo paese e cercare fortuna altrove.

Così Lisbona, sede dal 2016 del Web Summit (qui alcune info sull’ultima edizione), ovvero uno tra i più importanti eventi al mondo su tecnologia, imprenditorialità e innovazione, si sta trasformando in una sorta di Silicon Valley europea. Il Portogallo offre infatti ai giovani startupper un costo della vita competitivo, infrastrutture, facilitazioni e sgravi fiscali. Una sorta di California portoghese, insomma.

Quella del 2018 è stata infatti la terza edizione del Web Summit. Già nell’anno del suo esordio, l’evento aveva riscosso grande successo richiamando 53.000 visitatori, un dato che da quel momento è aumentato di anno in anno. 

Tornando a Startup Lisboa, parliamo di un hub creativo in cui l’obiettivo è quello di creare le condizioni per attirare società innovative, incubatori, progetti di coworking, acceleratori o multinazionali della tecnologia che possano trovare e creare opportunità insieme alle piccole società. Il tutto per favorire la crescita di una vera e propria community creativa e tecnologica.

Certo, servizi e infrastrutture statali sono ancora a dei livelli molto bassi. Tuttavia, lo stato lusitano ha registrato una disoccupazione in forte discesa, deficit pubblico verso lo 0, un pil positivo e un debito pubblico parzialmente sotto controllo.

Lisbona ha attirato, nell’ultimo anno, oltre 350 milioni di dollari in investimenti, con numerose startup internazionali che scelgono la città come luogo in cui aprire la propria sede centrale.

Inoltre, la città ha avuto modo di ospitare anche l’apertura dell’ Hub Creativo Do Beato, il più grande incubatore al mondo. L’Hub è sostenuto appunto da Startup Lisboa ed è un progetto che destinerà oltre 100.000 metri quadrati a innovazione, creatività e imprenditoria.

Qui sono già nate le prime partneships di prestigio, tra cui Mercedes e Factory Berlin.

“Lo scopo di Hub creativo è quello di trovare player e partner per attrarre imprese innovative in diversi verticali (fintech, VR, machine learning, fashion, entertainment). Factory Berlin è una delle prime imprese ad aver investito in HCB e aiuterà nello scouting dei progetti”.

Miguel Fontes, CEO di Startup Lisboa, intervista a Startup Italia

Un grande boom che, probabilmente, aiuterà le casse statali a ripagare in anticipo i propri debiti con l’FMI.

“After five years of Startup Lisboa, our biggest result, what we wanted to highlight, is the companies that were born here or that went through here to develop their innovative business. What a company really does is its customers, they dictate the success of startups, and its investors, who bet on the companies and give credibility to the project and the ecosystem. In this sense, we want to give voice to the clients or investors of some of our Alumni and incubated older”.

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