La sharing economy sta cambiando la nostra vita quotidiana

Serena Shots.it

Serena Federici

È l’era della sharing economy.

La condivisione, non solo di prodotti ma anche di servizi, competenze, spazi, tempi e soprattutto conoscenze è diventato uno dei più grandi affari dei nostri tempi tanto da conquistarsi una categoria di studio dell’economia, la sharing economy per l’appunto.

Quest’economia di condivisione favorisce il risparmio, la collettività e la salvaguardia dell’ambiente.

In un periodo storico molto attento alla sostenibilità e con particolare attenzione al riciclo e allo stile di vita green la possibilità di ridurre gli sprechi a vantaggio dell’intera comunità sta diventando un’importante abitudine per gran parte della popolazione occidentale.

I settori coinvolti spaziano, come anticipato, dall’utilizzo di prodotti fino alla ricerca fondi attraverso il web e tutte le attività sono usufruibili anche e soprattutto tramite apposite app.

Tra gli altri ecco quelli che stanno influenzando di più le nostre vite e il futuro delle imprese in Italia e nel mondo.

Car sharing

immagine di due ragazzi al volante di un'auto

Questa pratica offre diversi tipi di possibilità, dalla condivisione di un auto privata al “noleggio istantaneo” di un mezzo messo a disposizione da aziende dedicate.

Emblema del primo metodo è BlaBlaCar, la più grande piattaforma di carpooling al mondo che mette in contatto automobilisti con posti liberi con passeggeri che viaggiano nella stessa direzione.

Al momento l’azienda vanta 70 milioni di utenti nel mondo e oltre 20 milioni di viaggiatori ogni trimestre. Numeri impressionanti per un’azienda nata nel 2003.

Un’altra idea che segue la stessa linea è Uber. Nata nel 2009 dalla difficoltà di due imprenditori di trovare un taxi a Parigi, l’app per smartphone consente di richiedere una corsa con un clic.

Si differenzia da BlaBlaCar in quanto Uber ha una flotta di autisti indipendenti con mezzo proprio che si mettono a disposizione dell’azienda creando una rete che copre spazi enormi pur non avendo dipendenti.

L’applicazione permette di scegliere l’auto e offre la disponibilità di condividere il tragitto e i costi con altri clienti sconosciuti. Oggi Uber percorre 14 milioni di viaggi al giorno.

Altro genere di condivisione è quello offerto da aziende che mettono a disposizione degli utenti i propri mezzi. Car2Go – Share Now è il primo servizio di carsharing a flusso libero nel mondo, opera senza fisse stazioni di noleggio e offre tutti i vantaggi di un’auto senza possederla.

La chiave per tutto è l’app che permette di trovare l’auto nelle vicinanze, prenotarla, pagarla ed aprirla. Nel 2018 la società ha contato 3,6 milioni di utenti nel mondo, più di 600.000 privati e 16.000 aziende in Italia; nel 2019, con la fusione con DriveNow – altra azienda leader – la flotta è aumentata raggiungendo una cifra che supera le 20.000 auto, 3.200 vetture elettriche presenti in 30 città di 13 paesi.

Bike Sharing

La condivisone di biciclette è forse il segno rappresentativo dell’economy sharing. Qui non si tratta di spartire solo un prodotto ma anche uno stile di vita green a tutti gli effetti.

Oltre all’incentivo del risparmio e del contenimento dell’inquinamento permette di ridurre i costi di trasporto, di aggirare il problema legato al traffico offrendo anche importanti benefici dati l’incremento dell’attività fisica.

Secondo il Rapporto nazionale sulla Sharing Mobility nel 2017 il bike sharing italiano è primo in Europa con 39.500 bici in 265 comuni, l’utilizzo è inferiore rispetto ai paesi del nord Europa ma in aumento.

Il mercato vale oltre 5 miliardi di dollari nel mondo ed è in continua crescita incentivando l’aumento di piste ciclabili, corsie riservate e addirittura la costruzione di autostrade per biciclette.

House Sharing

immagine di alcuni coinquilini nell'era della sharing economy

Condividere la casa. Nato negli anni ’50, ha visto il boom solo ai giorni nostri con la creazione di piattaforme dedicate che offrono garanzie e sicurezze una volta impensabili.

Fra le più importanti Airbnb che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare.

Le misure di sicurezza sono decisamente più rigide rispetto alle altre attività di condivisione, vengono raccolti i dati e sia guest che host devono essere identificati e riconoscibili per poter assicurare la tutela di entrambi.

Coworking

immagine generica sul coworking per l'articolo sulla sharing economy

Il primo spazio lavorativo condiviso è nato nel 2005 a San Francisco. Si tratta di ambienti dove lavoratori indipendenti l’uno dall’altro portano avanti la propria attività contribuendo con una cifra prestabilita ai servizi offerti comprensivi dell’affitto del luogo, l’elettricità, la connessione ad internet e tutto ciò che può servire in un ufficio all’avanguardia.

Quest’attività permette di avere possibili postazioni di lavoro in tutto mondo senza considerare le possibili iterazioni fra professionisti sia dello stesso settore che di rami diversi.

In Italia contiamo oltre 200 spazi, 40 realtà solo a Milano e Cowo rappresenta un punto di riferimento per tutti i professionisti in cerca di un luogo dove creare sinergie e rapporti ad un prezzo conveniente.

Food sharing e social eating

La condivisione del cibo è forse la miglior forma di sharing economy possibile. In un mondo dove lo spreco alimentare è impressionante utilizzare questa nuova formula sostenibile potrebbe risolvere innumerevoli situazioni di disagio attraverso la solidarietà e associazioni dedicate.

Ci sono piattaforme che danno la possibilità di condividere direttamente con la comunità per mezzo dell’aiuto di volontari oppure attraverso la ridistribuzione del cibo tramite associazioni e organizzazioni no profit.

BringtheFood è un progetto italiano che si occupa proprio di questo e che ha recuperato, al momento, oltre 1.100 tonnellate di cibo ridistribuendolo poi a oltre 50 enti, raggiungendo 19.000 assistiti.

Di altro fine Gnammo, la piattaforma che offre la possibilità di organizzare pranzi e cene in casa o in altre location. Tutti possono cucinare e tutti possono essere ospiti, si condivide un momento conviviale con persone sconosciute instaurando rapporti e nuovi legami. Basta iscriversi e rendersi disponibili!

Crowdfunding

L’obiettivo del crowfunding è quello di ottenere fondi e finanziamenti da ignoti per sostenere un determinato prodotto, servizio o attività. Tra le più importanti Indiegogo e Kickstarter che permettono di mostrare “l’oggetto” da finanziare su larga scala e ad una vetrina internazionale.

Questi siti, oltre a presentare le idee, permettono di capire l’impatto sul pubblico dando la possibilità di creare nuovi posti di lavoro o di sviluppare nuovi spunti. Nello specifico anche una piattaforma dedicata alla musica: Musicraiser che permette di raccogliere fondi per gli artisti mentre per il cinema abbiamo Cineama che agisce allo stesso modo ma destina le risorse alla produzione cinematografica.

La sharing economy sta cambiando il futuro dell’economia: in Italia esistono oltre 250 piattaforme collaborative con numeri in crescita esponenziale e una previsione europea di un volume in transito di 570 miliardi di euro nel 2025.

Riutilizzo, sostenibilità e condivisione, sono queste le parole chiave della nuova economia che predilige il risparmio e la ridistribuzione con (finalmente) un occhio di riguardo all’ambiente.

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