Musica, streaming e social media

“Voglio dire a quella signora che può smettere di riprendermi, perché sono qui nella vita reale. Non è un DVD, è uno show live. Vorrei che ti godessi il mio spettacolo perché c’è un sacco di gente fuori che non è potuta entrare”.

Adele, Arena di Verona 2016

La necessità di pubblicare, di essere “social” fa perdere il momento e l’emozione di esserci? Come i social network hanno invaso il mercato musicale?

Dal live all’ascolto, dalle condivisioni al prodotto fisico…in 10 anni anche l’industria discografica ha dovuto stravolgere ogni strategia.

Secondo il Global Music Report 2018, il mercato di musica nel mondo è cresciuto del 8.1% nel 2017. Lo streaming, per la prima volta, è la principale fonte di entrata con 176 milioni di utenti di servizi a pagamento e i ricavi digitali hanno rappresentato oltre la metà di tutte le entrate con conseguente diminuzione delle vendite fisiche.

In Italia, raggiunge il 45% di tutti gli introiti discografici.

Global Music Report 2017 graphic

È quindi impossibile non considerare questo grande cambiamento. Cambiamento dovuto anche alla creazione di apposite app connesse con tutti i social network o dedicate totalmente alla musica come ad esempio Musically o Spotify, giusto per citarne due.

L’esigenza di dover condividere sul proprio profilo la vita di ogni giorno include anche la condivisione musicale che emotivamente ci riporta a momenti vissuti e mostra ai propri follower, gusti, interessi e presenze. Gli hashtag e i tag creano automaticamente community e fanzine creando in un batter d’occhio enormi fan club dedicati ad un singolo artista o ad un evento specifico.

Le grandi case discografiche hanno quindi dovuto adeguarsi. In un intervento durante la Social Media Week, Marco Alboni, CEO di Warner Music Italy, ha sottolineato che il digitale non è più un mercato parallelo, ma è diventato il baricentro dell’industria musicale.

Questo, come dicevamo, ha modificato tutte le strategie marketing e la visione generale del pubblico nei confronti degli artisti.

I social network hanno cambiato il rapporto tra i cantanti e i fans in quanto tutto è diretto, immediato e soprattutto può essere reciproco. L’idea che il “mito” possa vedere il commento, aggiungere un like o addirittura rispondere porta il fan ad intervenire sempre più spesso con conseguente aumento di pubblico. Attenzione crea attenzione e questo è il motivo per il quale i due diventano collaboratori.

Il fan, in quanto tale, si ritrova all’interno di un gruppo di sconosciuti con la sua stessa passione, come fosse un gigantesco fan club gratuito e costantemente aggiornato; il cantante oltre ad avere la possibilità di interagire lo utilizza a suo vantaggio sotto ogni punto di vista: immagine, comunicazione e guadagno.

I social sono ormai un mezzo di comunicazione strategico per la commercializzazione della musica ed è per questo che ogni artista ha figure nel proprio staff che si dedicano ad ogni contenuto pubblicato. Il Social Media Manager decide una diretta dal backstage,  una particolare fotografia, aggiunge qualche like per tener vivo il rapporto con il pubblico e collabora direttamente con la casa discografica, ufficio stampa e con l’artista creando strategie ad hoc per i progetti artistici e d’immagine.

Ad oggi il successo di un cantante non è solo legato al numero di copie vendute o di quante presenze ci sono ai suoi live ma anche al numero di follower sui social network. I follower possono pubblicare, mostrare interesse attraverso i like e le emoticons ma soprattutto possono condividere aumentando esponenzialmente il pubblico raggiunto.

Il mondo social può quindi sembrare per un artista il paese delle meraviglie…ma non è tutto oro quello che luccica. Come, in un batter d’occhio possono regalare successo, allo stesso tempo possono distruggere una carriera. Può succedere che un artista si esponga troppo, che al contrario non lo faccia abbastanza, che sbagli un intervento, una fotografia. Ogni minimo errore può diventare virale e creare problemi d’immagine non indifferenti, risolvibili poi solo con un grande lavoro riparatore.

Troviamo però anche iniziative controcorrente, come “Every day is a vinyl day” della casa discografica Sony che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale nel formato “classico” del 33 giri in vinile. Anche alcuni artisti decidono di non collegarsi al mondo streaming e social vivendo la musica come da prima dell’arrivo di queste piattaforme, come ad esempio, gli eredi di Lucio Battisti. Restano fedeli al supporto fisico e non solo non hanno profili social ufficiali legati all’artista ma, al momento, non hanno permesso la pubblicazione della sua musica sulle piattaforme streaming. Stessa scelta per l’ultimo album di Roberto Vecchioni che uscirà solo in cd e vinile in quanto vuol essere un progetto discografico dedicato al valore della musica e senza volerla trattare come un prodotto di consumo veloce e disattento.

Forse si vuol tentare di ricreare l’attesa per l’uscita del disco, di riscoprire il piacere di averlo tra le mani. Di riaccendere la voglia di voler partecipare ad un live non per taggarsi ma per spegnere il telefono e godersi l’emozione…

Chissà, al momento un mondo senza social è impensabile, hanno forse il più grande potere possibile, quello di orientare il pensiero, di rendere tutto immediato e di far sembrare ogni cosa raggiungibile. Anche i miti.

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