I due diversi punti di vista del museo d’arte di Suntory

Il museo d’arte di Suntory (Suntory Museum of Art) è un museo d’arte situato ad Akasaka, Tokyo. È di proprietà della società Suntory e fu creato, nel 1961, su iniziativa di Keizo Saji, presidente della celebre firma di whisky che porta il suo nome.

Oggi, nel nuovo sito, delle luci soffuse illuminano le gallerie e alcune pareti si spostano a seconda delle esposizioni. Legno e washi creano un atmosfera di calore naturale, mentre una riproduzione decorativa glorifica ancor di più l’atmosfera nipponica.

Oki Sato è il capo designer e fondatore di Nendo, studio di design che si concentra su concetti semplici e intelligenti adattati alla progettazione di mobili, installazioni, interni, prodotti per la casa e oggetti d’arte.

Su 3000 pezzi provenienti dalla collezione permanente del museo d’arte di Suntory, Nendo ha accuratamente selezionato 27 oggetti per la mostra d’estetica giapponese “L’informazione o l’ispirazione?”  con lo scopo di goderne le bellezze con il lato sinistro e il lato destro del cervello.

Oki sato per il museo d'arte di Suntory

Si, avete capito bene. I pezzi sono organizzati al centro di un display su misura situato tra due percorsi, consentendo a ciascun oggetto di essere visualizzato da entrambi i lati in due modi diversi. 

Il primo percorso si concentra sugli aspetti informativi e contestuali dell’opera d’arte, utilizzando testo e dati grafici per informare i visitatori circa le idee dietro al processo creativo e le intenzioni degli artisti.

Il secondo percorso, invece, propone un approccio più minimale, in cui i visitatori sono invitati a riflettere personalmente sull’oggetto.

In un contesto drammatico più scuro, ogni oggetto è presentato in un modo che cattura la sua unicità: un ambiente in cui i visitatori possono relazionarsi intuitivamente al lavoro senza l’utilizzo delle parole.

Il concetto alla base del layout nasce per dividere l’esperienza dell’esposizione in due elementi. I visitatori possono decidere il proprio viaggio partendo dal percorso “informazioni” o “ispirazione”, oppure possono scegliere solo uno di loro.

La morale di tutto questo? Probabilmente il riconoscimento di una sorta di “zona grigia” che giace tra i due percorsi, come se ci fosse una morale paradossale nascosta dietro la mostra.

I differenti modi di attraversare la mostra hanno lo scopo di aumentare e incoraggiare la comunicazione tra i visitatori in tutto lo spazio. Un’esperienza totale che non rappresenta quella dei musei di tutti i giorni.

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