I social media devono cambiare, parola di Jack Dorsey

Matteo Shots.it

Matteo Mario

Hanno creato scalpore le parole del CEO di Twitter Jack Dorsey, che nei giorni scorsi ha dichiarato la sua intenzione di modificare l’assetto di uno dei social media più importanti del mondo.

Foto di Jack Dorsey, CEO di Twitter

Jack Dorsey e Twitter 2.0: più contenuti e meno apprezzamenti

Di recente, infatti, Jack Dorsey ha spiegato come sia meno interessato a massimizzare il tempo su Twitter e più a migliorare i contenuti, facendo seguire agli utenti i propri interessi anzichè gli altri account.

Attraverso una lunga intervista all’ultimo TED, il CEO di St. Louis ha delineato i passi che Twitter ha intrapreso per combattere abusi, post molesti e disinformazione sul social.

Tuttavia, già diverse personalità (compresi i conduttori del TED Chris Anderson e Whitney Pennington Rodgers) hanno espresso le loro perplessità in merito all’efficacia di queste nuove mosse.

Ma come potrebbe cambiare Twitter? Jack Dorsey ha spiegato come il servizio funzionerebbe meglio con una “rete basata sugli interessi”, in cui l’utente ha accesso a contenuti pertinenti ai propri interessi, indipendentemente da chi li ha pubblicati.

Questo sarebbe una rivoluzione rispetto al sistema ordinario, dove tutti devono seguire una serie di altri account che a loro volta aumentano il numero dei loro follower.

La priorità è capire i fondamenti della rete. […] Vogliamo che i cambiamenti durino, e questo significa andare veramente, davvero in profondità. Se dovessi ricreare il servizio da zero, non credo che vorrei enfatizzare i follower”

Jack Dorsey 

Immagine random di Twitter, il cui CEO è Jack Dorsey

Un focus che non si regge più sul tempo speso su Twitter, ma più sul livello formativo che dovrebbe raggiungere la piattaforma. Elemento che, però, potrebbe penalizzare l’aspetto business dello stesso Twitter, visto che i proventi pubblicitari sono sempre stati un cardine.

“Più pertinenza significa meno tempo, e questo è perfettamente soddisfacente”

“Catene di conversazione, per incentivare contributi sani”

Jack Dorsey

L’obiettivo è quindi di incentivare i contributi qualitativi, mettendo come priorità gli interessi di ciascun utente e ciò che Twitter può garantire all’utente stesso, in termini informativi e relazionali.

Twitter cambia… e gli altri social?

Immagine random di tasti contenenti icona di social media, articolo su Twitter e Jack Dorsey

Il solito darwinismo social(e) entra in gioco? Anche gli altri social media, di conseguenza, seguiranno l’esempio di Twitter e cambieranno i propri algoritmi?

Dopo i cambiamenti (quasi) radicali di Facebook, anche Instagram ha annunciato di essere entrato nel tunnel creativo del cambiamento. Un adattamento o una rivoluzione?

Instagram, infatti, potrebbe presto dire addio ad una delle sue caratteristiche più importanti, ovvero il conteggio dei like. Nonostante sia stato alla base del successo di tanti influencer (abbiamo parlato qui dei nano influencer), sembra proprio che gli sviluppatori stiano preparando un aggiornamento che eliminerebbe questo passaggio.

A rivelare questa informazione è stata Jane Manchun Wong, un’informatica che già in passato aveva raccontato in modo estremamente affidabile le novità introdotte da vari social network. Secondo la Wong, infatti, il numero dei like potrebbe presto essere visibile solo dal proprietario del post e non da tutti gli altri.

Nonostante lo stesso social abbia di recente dichiarato la sua voglia di cambiamento (“Vogliamo dare più importanza alla qualità rispetto alla quantità”), la notizia non è stata confermata né smentita. Aria di novità?

Un vento di buone nuove che si appresta, nonostante possibili smentite, a cambiare (e non di poco) il nostro approccio con i social media. Se davvero fosse così, l’aspetto prettamente creativo andrebbe davvero a sostituire quello monetario? 

Come cambierebbero i social? Registrerebbero gli stessi utenti o tutto ciò si rivelerebbe un rischio d’impresa troppo alto? E come si adatterebbe il mercato dei blogger e influncer? Non ci resta che attendere.

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