Tutto quello che sta dietro al Sunday Service di Kanye West

Matteo Shots.it

Matteo Mario

Sunday Service, una messa di Pasqua sulle colline del Coachella. Questo è ciò che ha organizzato Kanye West e che rappresenta un evento straordinario annunciato solamente quest’anno.

Era solo il 6 gennaio, infatti, quando la moglie Kim Kardashian annuncia sul suo profilo Twitter la nascita di una nuova tradizione di famiglia – molto gradita alla figlia North West : i Sunday Service, che vengono poi prontamente ripresi dalle sue Instagram stories.

Il Sunday Service di tutti

I Sunday Service sono delle jam musicali che Kanye esegue con un coro gospel e diversi strumenti, con lui al centro, a fare da direttore d’orchestra e, a volte, interprete principale. Non è ben chiaro quale sia la finalità di queste jam, che si portano appresso un ovvio retaggio religioso, a partire dalla scelta del giorno in cui vengono eseguite.

Ma qual è il messaggio dei SS di KW?

“I Sunday Service servono ad essere in grado di comunicare un messaggio d’amore in maniera efficace”.

Tony Williams, collaboratore di KW

Stiamo parlando di una specie di versione glamour del tradizionale senso comunitario delle domeniche ecclesiastiche nere, con lo stesso grado di partecipazione musicale e con West al posto del tradizionale pastore. Tutti i partecipanti sono obbligati a firmare un accordo di riservatezza prima di partecipare, e solo il magazine Variety è riuscito ad entrare in contatto con uno di loro.

Un evento condito dalla presenza di alcuni personaggi molto noti come DiploDavid LettermanTyler the Creator oltre che la famiglia Kardashian – Jenner al completo.

Non esiste un posto preciso dove avvengono, ma la location cambia di domenica in domenica: lo studio di Kanye West a Calabasas, Burbank, Los Angeles e addirittura la sede centrale di Adidas a Portland, in Oregon. Quest’anno il Sunday Service è arrivato al Coachella, destando inevitabile clamore. 

Un format di successo mediatico e artistico a cui ha voluto sottostare anche il Coachella, che in precedenza aveva avuto anche alcuni contrasti con lo stesso Kanye West per la conformazione del palcoscenico.

«Tanta musica. Piccole cose religiose. Un coro di 60 persone, una band di 20 pezzi. Canzoni gospel, suoi pezzi, classici. Ci sono stato lo scorso weekend ed è stato eccellente. Kanye è dotato di un enorme talento ed è molto dolce quando non soffre di malattia mentale»

Neil Brennan

Uno dei punti di forza dei Sunday Service è proprio questo: restituire al pubblico l’idea di un vecchio, quello prima del crollo emotivo che ha dato il via a numerose dinamiche che hanno fatto imbufalire i fan (come l’appoggio spropositato a Donald Trump e gli emblematici tweet). Ed è emblematico pure che dalla quella situazione Kanye sia venuto fuori, almeno pubblicamente, anche grazie al lavoro mediatico di sua moglie Kim, la prima a condividere le Sunday Service, come atto di redenzione per il marito.

Addirittura, nelle ultime settimane, gira voce che queste messe siano solo un unico grande teaser trailer del nuovo e attesissimo album “Yandhi”. E’ una teoria suggestiva, che vedrebbe Kanye investire di nuovo sulla religione come carta per tornare in pista dopo i momenti più bui della sua carriera. 

“Crederesti in quello in cui credi se fossi l’unico a crederci?”

K.W.

immagine del sunday service di kanye west

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