Quella pubblicità della Superga che fece conoscere i Prodigy in Italia

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Matteo Mario

Correva l’anno 1996. Siamo in pieno anni ’90: il compianto Dylan McKay riempie gli schermi con il suo american charme, Britney Spears sta già cominciando a invadere la scena pop, Mel Gibson si porta a casa due Oscar per Braveheart, ma soprattutto… Superga è uno dei brand del momento. Nella scena musicale, oltre a The Princess of Pop, c’è anche un altro gruppo che sta completamente rivoluzionando il modo di vedere la musica, oltre a diffondere la cultura rave a livello mediatico: i Prodigy.

Immagine dei Prodigy sul palco

I Prodigy nel segno del big beat

Formatosi nel 1990, i Prodigy diventano fin da subito un punto di riferimento per il big beat degli anni 90 insieme a giganti del calibro di Fat Boy Slim, The Cristal Method e The Chemical Brothers. 

Un punto di riferimento così importante da entrare in scivolata anche nella dimensione mediatica italiana. In particolare, i Prodigy si prendono la scena musicale techno e beat, ma soprattutto cominciano a spopolare in quel pubblico di giovani che aveva tanto da dire ma pochi strumenti per farlo. Quello stesso anno, durante un periodo storico in cui il web era ancora considerato un acronimo dalle potenzialità future, sulle tv italiane comincia a diffondersi una pubblicità.

La pubblicità apre ai Prodigy

Una pubblicità, all’epoca, era molto di più di quello che è ora. Se adesso, infatti, un tv commercial è merce comune e quasi fastidiosa, a quel tempo era un gioiello prezioso. Il media per eccellenza, negli anni 90, è la tv. La scarpa Superga è una specie di icona, una scarpa bianca di tela che riesce a far immedesimare migliaia e migliaia di teenager e universitari. Corre l’anno 1996, e mentre la Superga è una scarpa comune, anche la forza dei Prodigy ormai non fa più notizia. (almeno negli Stati Uniti).

Il risultato di tutto ciò? La pubblicità in questione racconta queste immagini: un uomo sta percorrendo una strada con la sua macchina di lusso, quando all’improvviso si trova nel bel mezzo di una protesta.

Nel frattempo si intravedono scene di epica violenza: polizia, risse, lacrimogeni, confusione, aria di rivoluzione, addirittura un elicottero atterra per portare via dei feriti. Improvvisamente, sul cofano dell’auto di lusso si lancia un ragazzo mascherato da coniglio, che indossa un paio di Superga bianche. Il manifestante verrà portato via dalla polizia, perdendo per sbaglio la sua scarpa sul cofano.

Il signore, rientrato a casa e una volta a tavola con la sua famiglia, scopre che la sua ricca e seriosa figlia ha un piede scalzo e nell’altro indossa la stessa scarpa bianca. Quel manifestante con la maschera da coniglio era proprio sua figlia. Da lì in poi, lo slogan: “Superga: o la ami, o la odi“.

In tutto questo, la colonna sonora della pubblicità è proprio una delle hit più famose del gruppo britannico: Firestarter.

L’Italia scopre i Prodigy

Fu così che l’Italia scoprì i Prodigy, e fu così che il nostro paese si accorse del compianto Keith Flint.

La nostra società accolse la musica dei Prodigy con grande curiosità: un prodotto fresco, nuovo, che poteva aiutare le nuove generazioni a raccontarsi – e divertirsi davvero – attraverso la musica. In un clima di musica popolare e canzoni d’amore, la musica dei Prodigy arrivò come un fulmine a ciel sereno. Un tono piacevolmente fastidioso. Qualcosa di nuovo che era arrivato nel BelPaese a spaccare letteralmente tutto.

Vuoi approfondire altri temi legati agli anni 90? Rileggi il nostro articolo qui.

Ecco lo spot:

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