Uno sguardo sul futuro del design e della creatività

Martedì 30 ottobre alla Triennale di Milano si è tenuta la prima edizione di Next Design Perspectives, l’evento ideato da Altagamma e realizzato in partnership con Fiera Milano e Agenzia ICE e dedicato alle macro tendenze del design e della creatività. Uno sguardo sul futuro in merito ai trend mondiali di design e creatività, con particolare attenzione al loro impatto sui consumatori e sul business model delle imprese culturali e creative.

Le discussioni che sono avvenute nel corso della giornata sono nate in funzione dei risultati della ricerca condotta da WGSN, riferimento mondiale nel trend forecasting, e dalle tendenze emerse.

Ma che importanza riveste questo evento per il mondo delle agenzie creative?

Next Design Perspectives 2018

Come abbiamo detto, WGSN è un’azienda leader nell’analisi delle tendenze e nei report dei consumatori. Lo studio dei futuri trend ha contribuito a disegnare un avvenire pieno di novità: ma cosa bisogna aspettarsi dalle tendenze dei consumatori e dall’influenza che avranno sul lavoro delle industrie creative? Ecco i primi tre trend elaborati dall’azienda.

Il lusso del meno

Secondo WGSN, “in futuro accetteremo di comprare meno, ma con una migliore qualità. I consumatori vorranno eliminare gli eccessi e godersi i materiali e l’artigianato a portata di mano, rallentando i propri ritmi e apprezzando uno stile di vita più curato e voluto. L’esperienza di un prodotto avrà un’importanza crescente rispetto al prodotto stesso. Il “fast fashion and design” cederà il passo alla lavorazione lenta e ad una tecnologia pacata, mentre i concetti elevati e la bassa manutenzione saranno il messaggio del momento”.

interior design

Le nuove voci dei consumatori

“A livello globale, i fattori di identificazione razziale ed etnica si stanno trasformando e, con essi, anche le voci al potere. Poiché sempre più persone votano con i soldi, collegarsi con queste nuove maggioranze deve diventare una priorità da non lasciare per un secondo momento. Il futuro sta diventando sempre più differenziato e le aziende devono adattare le loro strategie di comunicazione, i loro messaggi e gli eventi lifestyle, per poter accogliere il nuovo volto dei vari paesi”.

“Secondo il rapporto State of the Global Islamic Economy Report del 2016, si prevede che i consumatori musulmani, entro il 2019, spenderanno 327 miliardi di dollari in abbigliamento: una cifra superiore a quella degli attuali mercati dell’abbigliamento britannico (107 miliardi di dollari), tedesco (99 miliardi di dollari) e indiano (96 miliardi di dollari) considerati nel loro complesso.
Ed è solo la punta dell’iceberg: si prevede infatti che la spesa complessiva per i viaggi dei musulmani arriverà a 300 miliardi di dollari entro il 2026, mentre le stime per la spesa globale nel settore cosmetico indicano la cifra di 213 miliardi di dollari entro il 2021. Le aziende che investono nella cosmesi halal, nel fashion moderato e nel settore dell’ospitalità stanno prestando crescente attenzione alla Generazione M, per guadagnare quote di mercato”.  WGSN

Bio Facturing

Secondo le stime di WGSN “stiamo passando dall’era delle macchine a quella degli organismi, attraverso l’era digitale. Grazie al lavoro con gli organismi viventi, i prodotti non saranno più fabbricati, ma coltivati, dando luogo a un’economia simbiotica dei materiali. I designer utilizzeranno in modo innovativo materiali viventi organici, come le alghe, il micelio e i batteri, sfruttando natura e tecnologia per progettare soluzioni “soprannaturali”. Nuove alternative ai prodotti naturali, come la pelle di micelio e i gioielli coltivati in laboratorio, offriranno un lusso etico reso possibile dalla collaborazione con il regno vegetale”. Un cambio radicale destinato ad influire anche sulla nostra quotidianità.

Quali sono gli altri principali trend esposti da WGSN?  

L’azienda ha stilato una lista di 10 principali trend, con i restanti 7 categorizzati in questo modo:

Un terreno comune (“Sarà priorità dell’industria culturale trovare un terreno comune tra paesi e consumatori. Molti cercheranno di connettersi globalmente attraverso i social media e localmente grazie a iniziative comunali, mentre il potere politico passerà a livello regionale”).

Il futuro è emozione (“La salute mentale ed emotiva sarà al centro dell’attenzione, mentre i brand cercheranno un approccio più olistico a prodotti e servizi”).

Design allclusive (“Il futuro sarà caratterizzato da diversità e inclusione e le industrie si assoceranno per creare prodotti e servizi realizzati da tutti e destinati a tutti. Garantire che i team dei prodotti siano più differenziati possibile implica che il prodotto finale sarà più significativo per tutti”).

Un disagio positivo (“Gli studi dimostrano che un comfort relativo dà luogo a livelli di performance stabili, ma la vera innovazione e la massima resa derivano da “un’ansietà ottimale”, uno stato che si situa fuori dalla propria zona di comfort”).

Consumi puliti (“Dal cibo che mettiamo nei nostri piatti, agli abiti che indossiamo, le preoccupazioni dei consumatori sulla
sostenibilità sono sempre più forti”).

Collaborazioni improbabili (“Le partnership creative diventeranno uno strumento da studiare per generare soluzioni accessibili e funzionali e far fronte così a sfide ordinarie ma complesse”).

In touch (“In un’epoca di costanti cambiamenti, i consumatori passano dal monitoraggio ossessivo dei loro dati personali, dei social media e delle notizie, al desiderio di allontanarsene completamente. Una cosa è certa, in futuro le persone vorranno riprendere contatto con ciò che le tocca davvero, sia a livello emotivo che fisico”).

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